Saper perdere per imparare a vincere meglio

Tra i vari festeggiamenti che ricorrono in questi giorni, mi pare interessante fare un commento non sui celebratissimi vincitori ma su chi perde.
In primis, vorrei guardare alla Francia dove, dopo diciassette anni, è tornato al potere il Partito Socialista. Per la seconda volta, dopo la “force tranquille” di Mitterand, la “gauche” è salita all’Eliseo, sconfiggendo un avversario forte, supermediatizzato e presidente in carica. Tuttavia lo scarto è stato davvero minimale (una forbice del 3-4%), considerando anche il fatto che una componente elettoralmente forte del primo turno (il «Front National» di Marine LePen), ha deciso di astenersi. Leggi il resto di questo articolo »

(ANTI)POLITICA A CONFRONTO

A partire dal lontano novembre del 1989, innumerevoli politologi, sociologi e storici, iniziarono a parlare di “caduta delle ideologie”. Il muro di Berlino in primis, ma ancor più il collasso dell’Unione Sovietica e del modello socio-economico che essa rappresentava, costituirono un vero e proprio punto di discontinuità per tutta la politica mondiale. Leggi il resto di questo articolo »

“Cosa chiede all’Europa e al proprio Paese un giovane laureato, che ha investito anni e risorse familiari in formazione, stage, esperienze di studi all’estero, master e specializzazioni?”

In occasione di un convegno organizzato da Almalaurea, che si terrà a Roma l’8 marzo, ho redatto questo breve saggio, grazie al quale parteciperò ai lavori. Voglio rendervi partecipi delle mie riflessioni perché possano essere motivo di dibattito e scambio costruttivo. Il tema chiama in causa l’utilizzo della laurea e più in generale della formazione superiore per lo sviluppo dell’Europa e dell’Italia, le priorità (mancate) nell’investimento in istruzione e ricerca, il futuro per i giovani, l’inserimento nel mercato del lavoro, la valorizzazione dei talenti.
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I sogni son desideri?

A volte mi sento insufficiente…sì proprio come quel voto che ti davano alle elementari e ti rendeva un paria tra i tuoi compagni. Mi sembra di non bastare mai, che quello che studio, quello che so, quello che ho fatto finora, insomma tutto quello che sono, non vada ancora bene, non sia sufficiente, non mi può permettere di accedere ai miei sogni.
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QUID EST IUSTITIA?

Già all’indomani della cattura-esecuzione di Osama bin Laden, avevo iniziato a scrivere questo articolo, dal titolo un poco controverso, ma ricco di spunti di riflessione.
In particolare, vorrei capire cosa si intende per giustizia e, in senso lato, il senso della giustizia, troppo spesso ancorata alle parole di Brenno: “Vae victis!”. Infatti, a più riprese mi pare che sia la volontà di potenza dell’uno o dell’altro, la supremazia militare di uno Stato sulle altre nazioni, che definiscono i discrimini tra ciò che è “giusto” e ciò che è illegale, disumano. Leggi il resto di questo articolo »

GMG: tra increduli e credenti

A qualche mese di distanza dalla Giornata Mondiale della Gioventù, vorrei proporvi una riflessione personale sull’esperienza vissuta a Madrid, allargando però lo sguardo, in maniera più ampia, al tema della fede nel contesto giovanile.
Avere 24 anni nel 2011 significa non solo possedere strumenti e risorse, materiali e immateriali, in altre epoche impensabili, ma anche essere in contatto, più o meno diretto, con decine di persone e fare fronte ad un mondo davvero molto variabile. La cosiddetta “globalizzazione”, ha coinvolto non soltanto i nostri usi e costumi, ma anche le idee, le conoscenze e le relazioni umane. Leggi il resto di questo articolo »

NON CE LA FACCIO PIÙ… “Lettera aperta ai genitori degli adolescenti”

Questa lettera è stata ispirata dalle esperienze, dai racconti e dai pezzi di vita, che ho raccolto da alcuni adolescenti nel corso degli ultimi anni; “Non ce la faccio più!” è il grido di dolore che si alza dalle vite piene di impegni ma povere d’amore e di vita di tanti teenager contemporanei.
Sono uno studente universitario, ho svolto per anni la missione di animatore ed educatore in parrocchia ed ora mi trovo all’estero per motivi di studio. Tuttavia ho molti contatti sia con i miei ex-animati, sia con la realtà sociale che vivo tutti i giorni e percepisco attraverso i mezzi di comunicazione di vecchia e nuova generazione. Premetto che non sono uno psicologo né un sociologo, ma questo mio articolo vuole essere da un lato una provocazione, dall’altro un tentativo di dialogo, una lettura diversa della questione adolescenziale e giovanile. Io ho la fortuna di essere cresciuto in una famiglia benestante, cattolica ma non perbenista, aperta all’altro e all’incontro. La mia vita universitaria mi ha messo a confronto con idee, persone e fatti spesso decisamente opposti all’etica e alla dottrina cattolica, tuttavia questo non mi ha portato a rinunciare ai miei valori né mi ha impedito di avere un approccio critico verso la realtà. Leggi il resto di questo articolo »

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